Un numero crescente di gruppi ransomware sta adottando una nuova tecnica per criptare i dati presenti nei sistemi bersaglio: questa nuova tecnica li aiuta a velocizzare la criptazione, quindi riduce la possibilità che le soluzioni EDR o semplicemente antivirus possano individuare e bloccare la routine di criptazione.
Questa tecnica si chiama criptazione intermittente e consiste nel criptare soltanto parti del contenuto dei file sotto attacco: i file saranno comunque inaccessibili e irrecuperabili senza ottenere la chiave di decriptazione, ma è indubbio che "il lavoro" che deve svolgere il ransomware si riduce drasticamente. E con esso il tempo necessario per criptare un intero sistema. Per parlare concretamente: saltare ogni 16 byte di file consente di criptare un file nella metà del tempo che solitamente occorrerebbe per una criptazione completa. Il risultato non cambia però: il contenuto del file diviene inaccessibile.
C'è un secondo vantaggio, per gli attaccanti: la criptazione è più leggera, più blanda quindi è più complesso, per gli strumenti di rilevamento automatico che si basano sull'individuazione degli attacchi rilevando e segnalando pesanti operazioni di modifica sui file.
Per saperne di più > Il fattore tempo: quale ransomware cripta più velocemente i dati?





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