Il Comune di Torino è sotto attacco da giorni: il calvario è iniziato Lunedì 15 Novembre, di buona mattina quando i dipendenti sono rientrati al lavoro dopo il fine settimana e si sono accorti di severi malfunzionamenti alle proprie postazioni. Problemi tali da impedire loro di svolgere le proprie mansioni.
Alle 10.30 dello stesso giorno nella Home Page di Città di Torino, il Comune informa della sospensione dell'attività dell'anagrafe e di altri uffici per "malfunzionamento" al sistema informatico. Chi si aspetta un semplice problema tecnico viene smentito poco dopo:
"La Città di Torino comunica che, a causa di un probabile attacco hacker al proprio sistema informativo, è stata sospesa questa mattina l'attività di alcuni servizi, tra cui quelli anagrafici."
Iniziano quindi a trapelare le prime voci che parlano di "attacco ransomware", forse ad opera della banda di Conti: il sito di leak del ransomware Conti però non riporta, come di consueto, alcuna rivendicazione dell'attacco né pubblica sample dei dati esfiltrati dalla rete.
Per approfondire > Cyber attacchi in Italia: anatomia del ransomware Conti
Il comparto IT del comune mette offline 7500 postazioni e server per controllare e impedire la diffusione del ransomware all'intera infrastruttura IT. Alcuni dipendenti confermano di aver visualizzato una nota di riscatto al momento dell'accensione della postazione lavorativa. Qualche grattacapo anche per la Polizia Municipale, che registra il down dei una serie di servizi di sportello. Viene anche sospeso qualsiasi accesso remoto all'infrastruttura aziendale.


