Ormai torniamo sul punto a cadenza quasi regolare: il ransomware Qlocker torna a colpire dispositivi NAS QNAP in tutto il mondo. La diffusione dei NAS QNAP va quasi di pari passo, ormai, con le campagne dannose che li vedono come target. Puntualmente, ad ogni ondata malware contro NAS QNAP riceviamo centinaia di richieste di assistenza per la decriptazione dei file e, altrettanto puntualmente, scopriamo che il punto di accesso degli attaccanti o è dovuto a credenziali deboli oppure è una vulnerabilità già corretta.
Sperando quindi di fare cosa utile, oltre ad una breve panoramica di Qlocker e dei principali malware in diffusione contro i NAS QNAP, ribadiamo nuovamente le misure di mitigazione e di patching.
QLocker: nuova ondata in tutto il mondo
Qlocker non si vedeva in diffusione dal 2021, almeno non in forma massiva: in quel caso il ransomware non eseguiva propriamente una routine di criptazione sui file. Si limitava invece a spostarli entro archivi 7Zip protetti da password, per ottenere la quale era ovviamente richiesto il pagamento di un riscatto in criptovalute. Per l'occasione QNAP pubblicò uno specifico alert, spiegando che gli attaccanti stavano sfruttando la vulnerabilità CVE-2021-28799 presente nell'app HBS 3 Hybrid Backup Sync.
L'alert arrivò però in ritardo: la campagna di Aprile fruttò agli attaccanti 350.000 dollari in meno di 20 giorni.
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Dalla prima settimana di Gennaio abbiamo ricevuto molte richieste di assistenza: Qlocker è di nuovo in diffusione con una nuova campagna. Questa è iniziata il 6 Gennaio ed è contraddistinta da una nota di riscatto chiamata !!!READ_ME.txt e dall'uso dannoso e illegittimo di 7ZIP.