martedì 18 febbraio 2020

La famiglia di ransomware Xorist attacca in Italia: ma in alcune versioni è risolvibile!


Abbiamo ricevuto richieste di aiuto per decriptare file colpiti da alcune varianti del ransomware Xorist. Tutte le infezioni segnalate recano diverse estensioni post criptazione, ma le analisi hanno portato alla luce come in realtà l'impianto e la routine di criptazione dei diversi campioni di malware siano identici e risalenti tutti allo stesso ceppo di malware: la "storica" famiglia di ransomware Xorist, individuata per la prima volta nel 2016. 

Alcune varianti del malware stanno colpendo utenti italiani, ma non è chiaro, per il momento, il metodo di infezione. Fortunatamente i nostri tecnici, col supporto di Dr.Web, sono in grado di risolvere alcune varianti dell'infezione. Chi è stato colpito da questo ransomware può scriverci alla mail alessandro@nwkcloud.com inviandoci due file criptati e la nota di riscatto: procederemo ad analisi e composizione del tool di risoluzione (per maggiori informazioni sul nostro servizio di decriptazione ransomware visitare il sito web https://www.decryptolocker.it/).

A titolo esemplificativo riportiamo i dati di una variante inviataci da una recente vittima di questa infezione:  l'estensione di criptazione è .PrOnis, mentre la nota di riscatto è un file rinominato "HOW TO DECRYPT FILES.txt", l'email di contatto pronis@cock.li. 

Qualche informazione tecnica

lunedì 17 febbraio 2020

Anonymous attacca le PA in Basilicata, LulzSec Ita colpisce tre università: le carenze della protezione dati in Italia


Anonymous torna a farsi sentire e lo fa contro le trivellazioni petrolifere in Basilicata, compiendo una lunga serie di attacchi informatici ai danni della Pubblica Amministrazione in Basilicata. Gli hacktivisti sono riusciti ad avere accesso ai database della Giunta e del Consiglio Regionali ma anche dell'azienda di promozione turistica regionale e di diversi comuni della Val D'Agri, il sito prescelto per le future trivellazioni. Accusata numero uno è l' ENI: il comunicato col quale gli hacktivisti rivendicano l'attacco parla apertamente, infatti, di  "scempio, disastro, ecatombe, tutto firmato dall'italiana Eni". 

L'operazione segue di qualche giorno una serie di attacchi del gruppo LulzSecITA, affiliato ad Anonymous, che nelle scorse settimane ha attaccato  i sistemi dell'Università della Basilicata, di Napoli e di Roma 3, diffondendo poi i dati ottenuti e criticando apertamente la debolezza dei sistemi protettivi e la scarsa attenzione posta dagli atenei italiani nella protezione dei dati di studenti, docenti e dipendenti. 

Operation GreenRights

venerdì 14 febbraio 2020

La Polizia Postale denuncia: +597% di cyberattacchi finanziari in appena due anni


Nel corso di un convegno organizzato dall'Università LUISS di Roma la Polizia Postale ha lanciato l'allarme cyber attacchi. Lo fa con le parole della direttrice della Polizia Postale, Nunzia Ciardi che, nel corso del suo intervento ha definito il cybercrimine finanziario come "una emergenza assoluta". 

I dati parlano chiarissimo e non lasciano spazio ad ambiguità: in due anni le denunce relative ad attacchi e frodi finanziarie informatiche sono aumentate del 579%. Con un preoccupante cambio di passo: il cyber crimine ormai non mira più soltanto ai privati cittadini (magari giocando sulla scarsa consapevolezza dell'utente medio in termini di sicurezza informatica) ma anche enti e piccole medie e imprese, spesso usate come "tappa intermedia" per accedere e attaccare i sistemi di aziende ben più grandi. Insomma, in poche parole, una concretissima minaccia alla nostra economia nazionale. 

mercoledì 12 febbraio 2020

Nuova versione di Emotet attacca le reti Wi-Fi vicine per fare più vittime


Il malware Emotet non ha bisogno di presentazioni: è uno dei più noti e diffusi malware degli ultimi anni con funzioni di info stealer e furto di credenziali, sopratutto bancarie. I ricercatori di Binary Defense hanno individuato una nuova tecnica di diffusione del malware: Emotet utilizza dispositivi già infettati per individuare nuove vittime che sono connesse alle reti wi-fi nei dintorni della vittima. Insomma, questa nuova versione ha un "Wi-fi spreader" per scansionare le reti wi-fi nei dintorni e tentare di attaccare tutti i dispositivi che vi sono connessi. I ricercatori fanno sapere che lo spreader wi-fi in realtà potrebbe risalire già al 2018: contiene infatti un timestamp del 16 Aprile 2018. Sarebbe quindi rimasto non individuato per oltre due anni. Un cambiamento, questo, che rende l'idea della crescita e miglioramento continuo delle capacità di Emotet, che adesso può attaccare anche vittime in stretta vicinanza fisica con la vittima originale. 

Come funziona il nuovo modulo?

martedì 11 febbraio 2020

Il Ransomware Robbin Hood installa un driver vulnerabile... per attaccarlo e terminare i processi antivirus


Il ransomware Robbin Hood non è molto conosciuto al di fuori della cerchia degli esperti del panorama ransomware: individuato ormai quasi un anno fa, non ha mai raggiunto numeri allarmanti né in termini di campagne di distribuzione né di infezioni. Ha segnato, effettivamente, un picco di popolarità quando è stato impiegato per attaccare le municipalità di Baltimora e Lake City, nell'ambito di quella lunga scia di cyber attacchi mirati che stanno funestando gli Stati Uniti ormai da più di un anno.


Mira tra l'altro principalmente aziende, in dettaglio i computer nelle reti aziendali. Non è diffuso via email di spam, ma cerca altri metodi tra i quali l'attacco ai servizi di desktop remoto e lo sfruttamento di altri trojan che forniscono un sufficiente livello di accesso al sistema per installare il payload del ransomware.