martedì 19 novembre 2019

Nuovi attacchi via Posta Certificata PEC


In questi giorni stiamo assistendo a due nuovi attacchi informatici che vengono ancora veicolati attraverso la Posta Certificata PEC. I malware in questione sono una nuova versione di FTCODE e una nuova versione di sLoad.

FTCODE per Android
Di questa campagna, attualmente in corso, abbiamo parlato ieri qui. La novità rispetto alle campagne precedenti è che i cyber attaccanti si sono dotati di un sistema che garantisce loro di compromettere anche i dispositivi mobile Android. In dettaglio, se l'utente legge l'email e clicca sui link in essa contenuti da un dispositivo Android, si avvia automaticamente  l'installazione di un file .APK denominato PostaElettronicaCertificata.apk. Questo malware, ancora in analisi, permetterà all'attaccante di leggere SMS, chiamate e contatti della rubrica. Ha anche funzionalità di keylogging, la capacità di inviare SMS dal dispositivo infetto e di ricevere istruzioni dal server C&C per svolgere ulteriori attività dannose.

lunedì 18 novembre 2019

Ultimi aggiornamenti sul ransomware FTCODE


Oggi 18 novembre 2019 il CERT-PA ha diffuso un nuovo alert di una nuova campagna di spam volta a diffondere il ransomware FTCODE. Come già in passato per la diffusione del malware viene utilizzata una e-mail PEC con all'interno un unico link. Il link punta ad un file .ZIP, che attualmente si trova su Dropbox, all'interno del quale si trova un file .VBS, che contiene l'eseguibile del ransomware. Il testo dell'email è preso da una precedente conversazione email della vittima, così da indurla a credere di essere di fronte al proseguo di uno scambio già avviato. 

venerdì 15 novembre 2019

Gennaio 2020: Windows 7 e Windows Server 2008 R2 arrivano a fine vita. Che fare?


Dal gennaio 2020 Microsoft non rilascerà più aggiornamenti e patch per i sistemi client Windows 7 e per i sistemi server Windows 2008. La questione non è affatto secondaria, sia perchè risultano ancora milioni gli utenti che utilizzano questi sistemi operativi, ma anche perchè, concentrandoci sull'Italia, oltre il 50% dei computer della pubblica amministrazione esegue ancora Windows 7, mentre il 20% circa dei server utilizza Windows 8 (e qualcuno perfino Windows 2003). 

La nota di Windows, che potete leggere qui, è molto chiara: l'interruzione del supporto per Windows 7 e Server 2008 avverrà il 14 gennaio 2020. Nella stessa nota Windows, oltre a specificare che sta inviando un numero limitato di notifiche agli utenti con questi sistemi operativi (invitandoli all'update a Windows 10), fa sapere anche che, di lì a pochi giorni, anche Office 2010 non riceverà più supporto. 

Fine supporto: che cosa significa? 

mercoledì 13 novembre 2019

Mega Cortex: il ransomware, diffuso anche in Italia, ha una nuova versione


Non abbiamo parlato molto di Mega Cortex, un ransomware che non è mai stato nella "top 10" di questo tipo di malware, ma che comunque è regolarmente distribuito da qualche mese ed ha messo a segno alcune centinaia di infezioni anche nel nostro paese. 

MegaCortex in breve: cosa è, come si diffonde
questo ransomware è stato individuato a Maggio scorso dai ricercatori di sicurezza di Sophos: mira principalmente alle reti e alle workstation aziendali. Una volta penetrati nella rete, gli attaccanti che controllano il ransomware infettano l'intera rete aziendale usando domain controller Windows. La prima versione era distribuita secondo confini geografici precisi: si registrarono casi di infezione negli Stati Uniti, in Canada, in Francia, nei Paesi Bassi, in Irlanda e, come detto, in Italia.  

lunedì 11 novembre 2019

Nuovo data leak per Facebook: sviluppatori esterni accedono a dati sensibili dai Gruppi


Facebook ha reso pubblico qualche giorno fa un altro incidente di sicurezza, ammettendo che oltre 100 sviluppatori di app potrebbero aver avuto accesso ai dati privati degli utenti dai gruppi. In post sul blog (visualizzabile qui) interamente dedicato agli sviluppatori, Facebook ha fatto sapere che gli sviluppatori che possono avere avuto accesso non autorizzato ai dati degli utenti (nome, cognome, foto di profilo ecc...) sono principalmente legati ad app di gestione dei social media e per lo streaming video, che consentono agli admin dei gruppi di gestire gli utenti più efficacemente e aiutare i membri a pubblicare video nei gruppi stessi. 

La nuove norme di sicurezza dati dopo l'affaire Cambridge Analytica
Facebook ha apportato, appena lo scorso anno, alcune pesanti modifiche alla sua API Group sulla scia dello scandalo Cambridge Analytica, dato che quel leak riguardò ben 87 milioni di utenti, la cui privacy fu violata dalla società terza al fine di manipolare le elezioni negli Stati Uniti.