giovedì 31 ottobre 2019

21 milioni di credenziali aziendali in vendita nel Dark Web


In vari siti e forum nel Dark Web sono sparsi circa 21.000.000 di credenziali (username e password) nella disponibilità di cyber-criminali disposti a pagare alcuni dollari. Sono credenziali riferite a molteplici società e le più colpite risultano essere quelle del settore tecnologico, finanziario, energetico e sanitario, presenti nella lista Fortune 500, che raccoglie le maggiori società americane per fatturato.
Da un report del sito ImmuniWeb si evince che si tratta di informazioni raccolte, sia in chiaro che craccate, in vari attacchi informatici, e non si tratta di dati vecchi visto che oltre 16.000.000 di queste credenziali sono state rubate nell'ultimo anno.

mercoledì 30 ottobre 2019

Italia sotto attacco: due campagne di spam diffondono via email i ransomware Maze e FTCode


Sono ben due le campagne di email di spam che, in queste ore, stanno bersagliando utenti italiani per diffondere ransomware. La prima campagna di email di spam, individuata dal ricercatore di sicurezza JAMESWT, diffonde il ransomware Maze, mentre la seconda, individuata dal Cert-Pa, veicola una versione rivista di FTCode. In entrambi i casi le email sono "travestite" da comunicazioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate, di Sogei, dell'Inail ecc... Vediamole entrambe in dettaglio

1. FTCode: il ransomware che diventa infostealer
L'alert, l'ennesimo, del Cert-PA riguardante FTCode è di ieri mattina: è stato infatti rilevata una massiva campagna di email di spam che distribuisce una versione rivista del famigerato ransomware. In dettaglio sono state aggiunte funzionalità di infostealing, principalmente per sottrarre username e password salvate in alcuni popolari software come Firefox, Chrome, Outlook, Internet Explorer, Thunderbird. 

martedì 29 ottobre 2019

Unicredit: sistemi violati. Rubati i dati di 3 milioni di clienti


È stata la banca stessa ad annunciare, con questa nota, il gravissimo leak che risalirebbe al 2015: un leak grave per dimensioni e per sensibilità dei dati rubati. Il comunicato di Unicredit è piuttosto spartano, privo di dettagli tecnici.  Parla di un "incidente" che ha coinvolto un file risalente al 2015 e contenente informazioni sensibili di clienti dell'istituto. La buona notizia è che non paiono essere stati sottratti, così afferma Unicredit, le credenziali di accesso dei servizi di home banking, quindi l'Istituto esclude ripercussioni dirette sui conti dei clienti vittime del furto dei propri dati.   

Cosa si sa per adesso
Come detto, i dettagli tecnici sono pochissimi: quel che è certo è che un attaccante sconosciuto è riuscito ad accedere ai server di Unicredit e compromettere un file, creato nel 2015, contenente 3 milioni di record appartenenti esclusivamente a clienti italiani della banca. 

Tra le informazioni sottratte si trovano:

lunedì 28 ottobre 2019

Adobe Creative Cloud data breach: esposti i dati di 7,5 milioni di utenti


Adobe ha messo in sicurezza un database contenente 7.5 milioni di record appartenenti ad utenti Adobe Creative Cloud. Il database Elastichsearch era completamente esposto, accessibile a chiunque senza autenticazione. Fortunatamente, i dati contenuti in questo database non sono dati altamente sensibili, ma possono comunque essere usati per campagne di phishing o altre tipologie di truffe. Ricordiamo comunque che Adobe aveva già subito un data breach, nel 2013: in quel caso finirono esposti dati sensibili come password e informazioni finanziarie, molti dei quali risultano ancora in circolazione. 

Non è chiaro il periodo di tempo durante il quale questi dati sono rimasti esposti ma il ricercatore Bob Diachenko e il giornalista Paul Bischoff, che per primi hanno scoperto il database, affermano che chiunque vi avrebbe potuto accedere per almeno una settimana. Il database è stato individuato nell'ambito di una scansione attiva del web in cerca di database non sicuri. 

venerdì 25 ottobre 2019

Nuova campagna di diffusione del ransomware FTCODE


Ancora allarme per una nuova, massiva, campagna di email di spam finalizzata alla distribuzione del ransomware FTCODE.

FTCode in breve
FTCcode è un ransomware del 2013, scomparso dalle scene per oltre 6 anni: è stato individuato di nuovo in diffusione lo scorso Settembre. In poche settimane ne sono state registrate 3 nuove versioni, con svariate modifiche per risolvere bug e per migliorare la capacità di passare inosservato agli antivirus. Viene diffuso solo contro utenti italiani, tramite massive campagne di email di spam trasmesse tramite il circuito PEC. Mira principalmente ad aziende, pubbliche amministrazioni e professionisti: sono oltre 500 gli account email PEC compromessi usati per la diffusione del ransomware. Ad ora nessuna delle versioni di FTcode è risolvibile. 

La nuova campagna di diffusione