Indubbiamente i sistemi operativi Mac sono meno soggetti a cyber attacchi, anche se da tempo, di pari passo con la maggior presenza di SO Mac nel mondo, la situazione sta cambiando... in negativo. Vi sono stati vari casi di malware pensati appositamente per macOS; nel Febbraio 2019 fu individuato CookieMiner un malware per rubare ed esfiltrare i web cookie relativi ai servizi online, insieme a password, messaggi di testo e credenziali vari. Colpiva solo dispositivi Mac. La backdoor EmPyre è una vecchia conoscenza invece, usata per controllo da remoto e persistenza: anche in questo caso il target erano i SO Mac. Vi sono molti altri esempi di malware pensati ad hoc per macOS, ma parliamo comunque di malware la cui diffusione è stata limitata. Non è un caso che sono ancora tantissimi gli utenti che ritengono il MAC sostanzialmente inattaccabile e inattaccato.
Il fatto è che la realtà è cambiata: fino a pochi anni fa gli utenti dei sistemi operativi Mac si contavano sulle dita di una mano (rispetto alla diffusione di massa di Windows). La scarsa diffusione dei Mac rendeva nei fatti poco utile e appetibile per i cyber attaccanti prodigarsi in sforzi per programmare e diffondere malware per questi sistemi operativi. Adesso che il Mac ha raggiunto una platea molto ampia di utenti, l'attenzione dei cyber attaccanti si è di nuovo destata. E la conferma si è avuta con la diffusione raggiunta dal trojan Shlayer, individuato da alcuni vendor di sicurezza sul 10% - 12% dei dispositivi Mac che utilizzano le loro soluzioni. Parliamo di 32.000 campioni del malware e di 143 server di comando e controllo ad essi collegato.
Qualche dettaglio tecnico