venerdì 11 ottobre 2019

Ancora attacchi via PEC: massiva campagna di phishing mira ad aziende e liberi professionisti italiani


Ancora alert da parte del CERT-PA riguardante cyber attacchi mirati contro utenti italiani. E' stata rilevata una vera e propria ondata di email di phishing indirizzata a indirizzi di posta PEC afferenti a strutture pubbliche, private o a soggetti iscritti a ordini professionali. Le email provengono da account PEC precedentemente  compromessi. La campagna è ANCORA IN CORSO. 

Le email fanno riferimento a  false fatture con firma digitale: il formato è .p7m, solitamente usato da professionisti e funzionari della Pubblica Amministrazione che hanno la necessità di inviare progetti o documenti di testo autenticati. Tale formato permette infatti di accertare l'identità di chi lo utilizza e assicura l'integrità del documento: è collegato all'uso della firma digitale.  L'uso di questo formato, del canale PEC e il testo copiato in forma esatta da una comunicazione reale (emessa da Sogei nel Sistema di Interscambio) rendono questa truffa molto molto insidiosa. 

giovedì 10 ottobre 2019

Rilevata nuova variante del ransomware FTCode: l'alert del Cert-PA


Il Cert-PA ha diramato nella giornata di ieri un nuovo alert riguardante il ransomware FTCode, il ransomware diffuso via PEC soltanto contro utenti italiani. Come specificato in precedenti approfondimenti, la versione in diffusione nelle scorse settimane era la stessa diffusa nel 2013 e scomparsa poi dai radar per ben sei anni. Le uniche, piccole modifiche riscontrate riguardavano soltanto comunicazioni aggiuntive con i server di comando e controllo, ma dimostrano comunque un'attività in corso da parte di qualche cyber attaccante sul codice. 

Ieri il Cert-PA ha confermato, segnalando la nuova variante, che c'è un investimento attivo da parte

mercoledì 9 ottobre 2019

Dopo le città criptate, ecco gli ospedali criptati: il ransomware Ryuk scatenato in USA e Australia


Qualche settimana fa avevamo parlato, in ben due approfondimenti, del problema delle "città criptate": in breve era in corso e, incredibilmente lo è tutt'ora, una vera e propria offensiva ransomware (certe volte perfino con attacchi coordinati contro più città o strutture) contro svariate tipologie di istituzioni pubbliche e private statunitensi. Il problema si è fatto così grave da aver costretto, ad esempio, lo Stato della Lousiana a dichiarare emergenza nazionale a Luglio, ma anche l'FBI a diramare svariate informative e alert. Addirittura, poco meno di due settimane fa, il Senato degli Stati Uniti ha approvato una legge ad hoc per arginare il problema dei dilaganti attacchi ransomware. L'ondata di attacchi non solo non si è fermata, ma sta mettendo in ginocchio decine di strutture ospedaliere e sanitarie. 

Un breve riepilogo
- La strage texana di Agosto >> leqqi qui
- Ransomware & città criptate: cosa sta accadendo negli Stati Uniti? >> leggi qui

Cosa sta accadendo?

giovedì 3 ottobre 2019

Ransomware FTCode: arrivano nuovi dettagli e non sono affatto buone notizie


Abbiamo parlato qualche giorno fa di FTCode, un ransomware che viene diffuso via PEC e che è in diffusione soltanto in Italia. Dato che continuiamo a ricevere segnalazioni di infezione e richieste di supporto per la risoluzione della criptazione dei file, torniamo sull'argomento, purtroppo con notizie pessime. 

Un ransomware obsoleto
La prima notizia è che FTCode è un ransomware molto molto vecchio, individuato addirittura nel lontano 2013 e mai risolto, anche perchè per circa 6 anni è come scomparso nel nulla. I nostri tecnici, così come quelli di Bleeping Computer che hanno provveduto ad analisi del codice del ransomware, confermano che l'algoritmo di criptazione non mostra alcuna falla sfruttabile per produrre un tool di risoluzione che possa riportare in chiaro i file. L'analisi dei tecnici di Certego invece ha confermato che è in diffusione la stessa identica variante diffusa nel 2013, con alcune piccolissime modifiche che dimostrano che c'è un attaccante / più attaccanti che stanno aggiornando il codice. Nei giorni scorsi infatti è stata notata l'aggiunta di due nuove richieste ai server di comando e controllo: una per avvisare dell'avvio della criptazione e una per il termine della routine. 

mercoledì 2 ottobre 2019

Aggiornamento di Google Chrome rende impossibile avviare i dispositivi Mac


Sono già migliaia in questi giorni, le segnalazioni di utenti possessori di dispositivi che eseguono macOS riguardanti l'impossibilità di un corretto avvio del sistema operativo. Il caso più eclatante, rimbalzato sui media a livello globale, riguarda il blocco dei Mac Pro utilizzati ad Hollywood per il montaggio delle serie TV. Forse è stato questo macro evento ad aver tratto tutti in inganno ed ad aver fatto pensare che il problema risiedesse nel popolare software di video editing Avid Media Composer, inizialmente l'indiziato numero 1: effettivamente il problema sembrava riguardante soltanto macchine che avevano installato questo programma. In realtà, analisi successive e le segnalazioni, hanno dimostrato come il problema invece sia conseguenza di un aggiornamento del browser Google Chrome. 

Sono stati i tecnici di Google stessi a confermare, dopo segnalazione di Avid, la presenza del bug: questo risiede nella nuova versione della routine di aggiornamento automatico del browser, chiamata Keystone, ed è in grado appunto di corrompere il file system rendendo impossibile l'avvio della macchina.