mercoledì 31 agosto 2022

Italia: i ransomware non vanno in vacanza e ce lo hanno ricordato. Cronaca di un'Agosto difficile


Il mese di Agosto ha visto molteplici attacchi contro aziende ed enti pubblici italiani. Una breve panoramica, che ci ricorda che i ransomware non vanno in vacanza e sono una minaccia che può colpire chiunque.

Aziende italiane: Lockbit scatenato

Della nuova, famigerata, versione di Lockbit, la 3.0, abbiamo già parlato qui per una infarinatura di tipo tecnico e relativa alle tecniche estorsive. Non ci dilunghiamo oltre. Il punto semmai è che, dopo poche settimane di test, si può dire che Lockbit si conferma uno dei ransomware più efficaci e attivi presenti nel panorama delle cyber minacce. Italia inclusa. Si conferma la strategia utilizzata da questo gruppo ransomware di commisurare le richieste di riscatto alle effettive disponibilità economiche delle vittime. 

Nel mese di Agosto ha colpito e messo sotto ricatto alcune aziende italiane, dandone notizia sul proprio leak site nel dark web. Tra queste figura lo studio di consulenza del lavoro Studio Barba: la rivendicazione dell'attacco è stata pubblicata il 24 Agosto, il 1° Settembre scade il countdown e i dati rubati potrebbero venire pubblicati.

lunedì 29 agosto 2022

Nuovo ransomware bersaglia i NAS Qnap: Checkmate è già in diffusione in Italia

Stiamo ricevendo molte segnalazioni e richieste di supporto da parte di utenti italiani di NAS Qnap colpiti da attacco ransomware. La nuova minaccia si chiama Checkmate.

Il nuovo ransomware Checkmate: è specializzato in NAS Qnap

Il vendor QNAP ha pubblicato un alert relativo ad una nuova operazione ransomware che sta bersagliando i NAS QNAP: il malware si chiama Checkmate e mira alla criptazione di tutti i dati contenuti nei NAS. Nell'alert l'azienda spiega che Checkmate mira i dispositivi QNAP esposti sul web con i servizi SMB attivi e account con password deboli facilmente cracckabili con attacchi di brute-force. Le prime analisi hanno infatti portato a scoprire che il ransomware utilizza un attacco a dizionario per accedere agli account protetti con password deboli. Una volta che gli attaccanti hanno violato l'account, eseguono login da remoto sul dispositivo esposto: procedono quindi a distribuire il ransomware 

Checkmate è stato individuato in diffusione per la prima volta intorno al 28 di Maggio: è individuabile a colpo d'occhio perché aggiunge ai file criptati l'estensione .checkmate e la nota di riscatto si chiama !CHECKMATE_DECRYPTION_README. Nella foto sotto, la nota di riscatto: mediamente sono richiesti 15.000 dollari in Bitcoin.

venerdì 29 luglio 2022

Cosa "gira" in Italia? Malware e campagne di attacco individuate dal CERT - 3 settimana di Luglio


Quali malware girano nel panorama italiano? Quali campagne di attacco? Quali sono i malware che un team di sicurezza IT dovrebbe tenere d'occhio per aggiornare gli indici di compromissione dei sistemi di sicurezza così che possano bloccare un'infezione alla fonte?

A queste domande risponde settimanalmente il CERT-AgID con un apposito report che rende una fotografia delle cyber minacce individuate e analizzate dal team di esperti del Computer Emergency Response Team italiano.

I malware della 3° settimana di Luglio

La scorsa settimana il CERT ha individuato e analizzato 30 campagne dannose attive nel cyber spazio italiano: di queste 28 sono state mirate contro utenti italiani, 2 invece sono state generiche ma hanno comunque interessato l'Italia. Le famiglie di malware in diffusione sono state 9, 14 le campagne malware: questa settimana spicca l'assenza di campagne di distribuzione di Emotet. 

  • Brata è stato diffuso con due campagne a tema Banking circolate via SMS. Il messaggio contiene un link che porta al download dell'APK dannoso;
  • Lokibot è stato in diffusione con due campagne, una a tema Pagamenti e una a tema Preventivo. Le email vettore contengono allegati IMG, contenenti VBS e UUE;
  • Formbook è stato diffuso con due campagne, una generica e una mirata contro utenti italiani, a tema Contratti e Pagamenti. Gli allegati vettore sono in formato XZ e 7Z;
  • Guloader è stato diffuso con due campagne a tema Preventivo. Le email contengono allegati GZ. Su Guloader il CERT ha pubblicato uno specifico report, disponibile qui;

giovedì 28 luglio 2022

Nessun attacco ransomware all'Agenzia delle Entrate: l'attacco c'è stato, ma ha riguardato un'altra azienda


Da qualche giorno, tutti i media italiani e non solo riportano la notizia dell'attacco ransomware che avrebbe colpito l'Agenzia delle Entrate. Sul leak site di LockBit 3.0 in effetti è comparsa la rivendicazione dell'attacco, il classico countdown e alcuni sample dei file rubati.

Stando a quanto dichiarato dagli attaccanti stessi, l'attacco contro la rete dell'Agenzia delle Entrate avrebbe avuto successo e sarebbero stati sottratti più di 78 GB di file. Alcune ore dopo la comparsa della rivendicazione, gli attaccanti hanno però aggiornato questo dato: i dati rubati sarebbero 100 GB. La scadenza del conto alla rovescia è fissata, per adesso, al 1 Agosto 2022. 

Per  saperne di più > Lockbit rivendica l'attacco all'Agenzia delle Entrate, ma Sogei smentisce. Cosa sta succedendo?


Eppure qualcosa non tornava, fin dall'inizio

Tra i primi a visionare i file pubblicati dagli attaccanti a riprova dell'attacco ci sono gli esperti di Red Hot Cyber che, già nel pomeriggio di ieri, hanno messo le mani avanti e sollevato alcuni dubbi rispetto a quanto dichiarato dagli attaccanti.  I file pubblicati infatti non sembrerebbero appartenere all'Agenzia delle Entrate. Ad esempio tra i dati personali trapelati, ce ne sono alcuni di persone non italiane: su 4 documenti di identità pubblicati, 3 sono di cittadini stranieri. 

I sospetti che ci fosse qualcosa di strano dipendono anche dal fatto che, tra i sample pubblicati, c'è una cartella che si chiama "GESIS", che è per l'appunto un azienda che lavora per la Pubblica Amministrazione.


Finalmente la vicenda si chiarisce: è stato uno scambio di azienda

martedì 26 luglio 2022

Lockbit rivendica l'attacco all'Agenzia delle Entrate, ma Sogei smentisce. Cosa sta succedendo?


Nella giornata di ieri, tutti i media italiani e non solo hanno riportato la notizia dell'attacco ransomware che avrebbe colpito l'Agenzia delle Entrate. Sul leak site di LockBit 3.0 in effetti è comparsa la rivendicazione dell'attacco, il classico countdown e alcuni sample dei file rubati.



Stando a quanto dichiarato dagli attaccanti stessi, l'attacco contro la rete dell'Agenzia delle Entrate avrebbe avuto successo e sarebbero stati sottratti più di 78 GB di file. Alcune ore dopo la comparsa della rivendicazione, gli attaccanti hanno però aggiornato questo dato: i dati rubati sarebbero 100 GB. La scadenza del conto alla rovescia è fissata, per adesso, al 1 Agosto 2022. 

Per saperne di più > Ransomware: LockBit 3.0 debutta anche in Italia e colpisce la FAAC (Fabbrica Automatismi Apertura Cancelli)

L'analisi dei dati pubblicati dagli attaccanti solleva molti dubbi