martedì 30 marzo 2021

Hackerato il server Git di PHP: l'aggiunta di una backdoor nel codice sorgente di PHP ha fatto tremare il web

E' ormai uno scenario col quale non si può più fare a meno di confrontarsi quello degli attacchi cosiddetti "supply chain", ovvero gli attacchi che non colpiscono direttamente l'obiettivo primario ma la catena di distribuzione: gli eventi che hanno riguardato SolarWind e Microsoft Exchange hanno riportato in primo piano un dibattito che era un pç sopito, ma che, incalzato dagli eventi, è divenuto irrimandabile e ormai si è reso evidente come sia urgente prendere le giuste contromisure rispetto ai cosiddetti "software supply chain attack". 

Ora ci risiamo, di nuovo, e anche questo evento ha un potenziale di compromissione molto esteso: la repository ufficiale Git di PHP è stata hackerata e il codice sorgente è stato manomesso. Due giorni fa infatti due commit dannosi sono stati "spinti" nella repository php-src GIT gestita dal team PHP sul loro server git.php.net. Gli attaccanti, ad ora sconosciuti, hanno firmato questi commit come se i loro autori fossero noti sviluppatori e manutentori PHP, ovvero Rasmus Lerdord e Nikita Popov. Per rendersi conto della portata di questo attacco, fortunatamente sventato, basta dire che PHP rimane il linguaggio di programmazione lato server più usato, alimentando più del 79% dei siti web in Internet.   

Il comunicato ufficiale spiega che un attaccante è riuscito ad inserire il codice dannoso, ma non è chiaro se sia riuscito nel suo intendo compromettendo il server stesso o gli account dei due sviluppatori.  Popov ha però escluso seccamente la possibilità di aver subito una violazione del proprio account.

I due commit sono disponibili qui e qui: questi sono stati inseriti come "fix typo", cioè gli attaccanti hanno provato a camuffarli da semplici correzioni ortografiche apportate dagli sviluppatori. 

venerdì 26 marzo 2021

Cosa "gira" in Italia? Malware e campagne di attacco individuate dal CERT

Quali malware girano nel panorama italiano? Quali campagne di attacco? Quali sono i malware che un team di sicurezza IT dovrebbe tenere d'occhio per aggiornare gli indici di compromissione dei sistemi di sicurezza così che possano bloccare un'infezione alla fonte? 

A queste domande risponde settimanalmente il CERT-AgID con un apposito report che rende una fotografia delle cyber minacce individuate e analizzate dal team di esperti del Computer Emergency Response Team italiano. 

I malware della settimana 13-19 Marzo
La scorsa settimana il CERT-AgID ha riscontrato e sottoposto ad analisi 34 campagne dannose attive nello scenario italiano: 29 di queste sono state campagne mirate contro utenti europei, mentre 5 sono state generiche ma hanno rigurdato anche l'Italia. 338 gli indicatori di compromissione resi disponibili. 

Le famiglie di malware individuate sono state 6, in dettaglio:

mercoledì 24 marzo 2021

Il ransomware Ragnarock colpisce in Italia: qualche info tecnica


Ragnarok è un ransomware il cui debutto sulle scene del cybercrime è piuttosto recente: specializzato in attacchi mirati contro le aziende, ha già mietuto alcune vittime anche in Italia

Le analisi dei ricercatori di FireEye hanno fornito importanti informazioni su questa minaccia, che pare specializzata nell'attaccare i server Citrix ADC vulnerabili. In dettaglio gli attaccanti sfruttano la già nota vulnerabilità CVE-2019-19781 per accedere ai sistemi bersaglio e installare quindi Ragnarock. Quando l'attaccante riesce a compromettere un dispositivo Citrix ADC, vengono subito scaricati ed eseguiti una serie di script che ricercano nella rete computer Windows che presentano la vulnerabilità EternalBlue (anche questa patchata da tempo).  Se tale vulnerabilità viene individuata e l'exploit ha successo, viene successivamente iniettata una DLL che scarica e installa il ransowmare. 

La vulnerabilità CVE-2019-19781
Per quanto non sia possibile escludere altri vettori di attacco, la maggior parte delle infezioni del ransomware Ragnarock originano dall'exploit della vulnerabilità CVE-2019-19781 che è presente nelle applicazioni Citrix Application Delivery Controller (ADC) e Citrix Gateway e nell'appliance Citrix SD-WAN WANOP

Da parte sua, Citrix è già corsa ai ripari rendendo disponibile la versione 10.5 dell'ADC, che contiene il fix permanente per questa vulnerabilità (link di riferimento per la problematica qui) . 

Qualche dettaglio tecnico

lunedì 22 marzo 2021

Acer colpita da ransomware: richiesti 50 milioni di dollari in riscatto. Usate le vulnerabilità di Windows Exchange?

Il gigante della produzione di personal computer e desktop Acer è stata colpita da un attacco ransomware: gli attori del gruppo ransomware REvil sono riusciti a fare breccia nelle cyber difese aziendali e a richiedere il più alto riscatto mai richiesto nella storia dei ransomware, pari a 50 milioni di dollari. Acer è la famosa produttrice di computer e articoli di elettronica, con sede a Taiwan: ha circa 7.000 dipendenti e ha registrato profitti per 7.8 miliardi di dollari nel 2019. 

Qualche giorno fa è stato il gruppo ransomware stesso a dare notizia dell'attacco, pubblicando sul proprio sito di leak alcune immagini come prova dell'accesso riuscito alla rete e annunciando pubblicamente la propria operazione ransomware. Nelle immagini pubblicate si vedono documenti che includono bilanci bancari, comunicazioni bancarie e fogli di  calcolo finanziari.

venerdì 19 marzo 2021

Cosa "gira" in Italia? Malware e campagne di attacco individuate dal CERT

Quali malware girano nel panorama italiano? Quali campagne di attacco? Quali sono i malware che un team di sicurezza IT dovrebbe tenere d'occhio per aggiornare gli indici di compromissione dei sistemi di sicurezza così che possano bloccare un'infezione alla fonte? 

A queste domande risponde settimanalmente il CERT-AgID con un apposito report che rende una fotografia delle cyber minacce individuate e analizzate dal team di esperti del Computer Emergency Response Team italiano. 

I malware della settimana 6-12 Marzo
La scorsa settimana il CERT-AgID ha individuato e sottoposto ad analisi ben 28 campagne dannose attive: 24 di queste sono state mirate contro obiettivi italiani mentre 4 sono state generiche, ma veicolate anche nel cyberspazio italiano. Gli indicatori di compromissione (IoC) messi a disposizione sono stati 385. 

Le famiglie malware individuate in diffusione sono state 5, con LokiBot che conquista lo scalino più alto del podio.