giovedì 26 settembre 2019

ALERT: il ransomware FTCODE colpisce in Italia via PEC. Abbiamo già decine di segnalazioni


Ci sono pervenute molteplici segnalazioni e richieste di decriptazione riguardanti un ransomware poco conosciuto, del quale la comunità internazionale dei ricercatori IT ancora non parla probabilmente perchè la diffusione pare essere incentrata principalmente in Italia. Parliamo del ransomware FTCODE, le cui prime tracce di diffusione risalgono all'inizio di questo mese. 

Le informazioni disponibili sono ancora pochissime ne, per adesso, esiste una modalità di decriptazione sicura e il cui risultato renda in chiaro il 100% dei file compromessi. Ad oggi quindi è utile parlarne dando l'allerta e invitando tutti a prestare la massima attenzione. 

I canali di diffusione

venerdì 20 settembre 2019

Emotet si evolve ancora: nuovi template, nuove tecniche di infezione, nuovi sottogruppi di diffusione


Il Cert-Pa ha diramato un nuovo alert riguardante il famigerato malware Emotet, il quale, dopo qualche mese di inattività, ha ripreso le attività di diffusione via campagne di email di spam. Le versioni in diffusione presentano alcune novità, che riteniamo utile approfondire dato che Emotet è in diffusione anche in Italia con specifiche campagne in italiano rivolte contro utenti italiani. 

Il ricercatore di sicurezza Lawrance Abrams ha analizzato email, allegati e catena di infezione di questa nuova ondata, che ha segnato la riattivazione della botnet di Emotet, inattiva ormai da qualche mese. Centrando l'attenzione, sopratutto, sul fatto che Emotet non è più solo un trojan bancario per il furto di credenziali, ma un potente ed efficace distributore di altri malware. 

1. I nuovi template dei documenti di Emotet

giovedì 19 settembre 2019

Nuovo alert CERT-PA: Emotet riprende le operazioni di diffusione, anche in Italia


Il Cert-Pa ha diramato ieri un nuovo alert riguardante il famigerato malware Emotet, il quale, dopo qualche mese di inattività, ha ripreso le attività di diffusione via campagne di email di spam. 

La campagna in corso
La campagna in corso, come detto, è una campagna di email di spam rivolta sia a utenti privati che aziende: è in corso in tutto il mondo, ma le email sono personalizzate in base al paese in cui devono essere distribuite. Sia oggetto che testo che allegato sono creati ad hoc e nel caso dell'Italia, il testo è scritto in italiano piuttosto corretto: l'email presenta contenuti apparentemente legati a problemi finanziari, come fatture scadute ed è organizzata come fosse la prosecuzione di una conversazione precedentemente avviata.  

mercoledì 18 settembre 2019

400 milioni di immagini medico / diagnostiche esposte senza protezione sul web: Italia maglia nera in Europa


Un recente analisi sullo stato dei sistemi di storage di immagini sanitario / diagnostiche ha rivelato come almeno 600 server in 52 diversi paesi siano esposti pubblicamente sul web e alcuni perfino sprovvisti di una forma, anche minima, di protezione contro accessi non autorizzati. L'analisi viene da Greenbone Network, azienda tedesca che si occupa di analisi e gestione di vulnerabilità, e denuncia un problema che qualcuno non ha esitato a definire un "apocalisse privacy". 

Oltre alla denuncia del problema, pubblichiamo qualche dettaglio contenuto nel report in questione, nella convinzione che il miglior metodo per sensibilizzare e finalmente indurre le aziende e le pubbliche amministrazioni a tutelare con serietà e attenzione i dati sensibili e privati degli utenti sia quello di concretizzare con eventi reali un problema che per molti è ancora fumoso o meramente teorico.

lunedì 16 settembre 2019

Permissioni delle App: Google Play ospita 1000 app torcia che richiedono permissioni pericolose


Qualche tempo fa avevamo parlato di servizi VPN per Android e le permissioni da loro richieste: il ricercatore di sicurezza John Mason aveva scoperto infatti che oltre il 62% delle App VPN per Android (anche a pagamento) richiede permissioni eccessive e pericolose rispetto alle funzioni che deve svolgere (e certo, stona ancora di più se teniamo di conto che, almeno in teoria, un servizio VPN dovrebbe garantire proprio la privacy). 


Torniamo sull'argomento per indicare come anche dietro le app apparentemente più innocue, si celino spessissimo permissioni eccessive e pericolose. E' di qualche giorno fa un dettagliato report che ha analizzato circa un migliaio di app per le torce dei nostri smartphone, tutte disponibili al download sul Google Play Store. Anche in questo caso, la situazione è grave: